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Cosa sono i Trigliceridi?

 

I triglicèridi detti anche triacilgliceròli sono esteri neutri del glicerolo e formati da tre acidi grassi a lunga catena, essi sono la forma di immagazzinamento dei grassi nell’organismo e sono utilizzati come scorta di energia. Derivano soprattutto dalla dieta e in piccola parte sono prodotti dall’organismo (fegato); una volta introdotti o sintetizzati, vengono accumulati nel tessuto adiposo (grasso), oppure sono usati dal muscolo come fonte di energia. Una quota di trigliceridi è presente anche nel sangue, sottoforma di palline di grasso e proteine, chiamate chilomicroni e Very Low Density Lipoprotein.
La determinazione dei trigliceridi nel sangue rientra nel cosiddetto profilo lipidico, un insieme di esami che comprende anche la misurazione del colesterolo totale, High Density Lipoprotein (detto anche colesterolo buono) e Low Density Lipoprotein (detto impropriamente colesterolo cattivo) e che serve a determinare il rischio cardiovascolare.
Per il test è necessario un semplice prelievo di sangue dalla vena di un braccio.L’esame dev’essere preceduto da 12-14 ore di digiuno, perché dopo i pasti la concentrazione dei trigliceridi nel sangue tende ad aumentare (anche di 5-10 volte rispetto al digiuno). Inoltre non si dovrebbe consumare alcol nelle 24 ore che precedono l’esame.
A digiuno i valori normali dei trigliceridi nel sangue sono:50-170 mg/dl.
I trigliceridi possono aumentare sia per predisposizione ereditaria sia per diete ricche di grassi. L’aumento dei trigliceridi nel sangue rappresenta un importante fattore di rischio per le malattie cardiache e il diabete. Oltre agli eccessi della dieta, un aumento dei trigliceridi può indicare le seguenti condizioni: un’eccessiva assunzione di alcol, alcune malattie ereditarie, come il deficit familiare di lipasi lipoproteica (valori superiori a 700 mg/dl) e l’ipertrigliceridemia endogena familiare (valori anche superiori a 1000 mg/dl), il diabete, l’obesità. Alcuni farmaci aumentano i livelli di trigliceridi nel sangue: corticosteroidi (cortisone), pillola anticoncezionale, estrogeni, alcuni diuretici (furosemide), alcuni agenti antifungini (miconazolo), ecc.
Quando i valori sono molto alti (superiori a 1000 mg/dl), c’è il rischio di sviluppare una pancreatite, cioè un’infiammazione del pancreas.Una diminuzione dei trigliceridi si osserva invece nelle seguenti condizioni: insufficienza epatica, malassorbimento intestinale, malnutrizione, ipertiroidismo, iperparatiroidismo, malattie epatiche gravi. Alcuni farmaci fanno diminuire i trigliceridi nel sangue: clofibrati, eparina, androgeni, steroidi anabolizzanti, vitamina C, ecc.

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